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Scoprire storia e tradizioni

Origini e storia della terra di Castiglione Chiavarese

Storia
 
Noto già in epoca romana, il territorio comunale di Castiglione Chiavarese probabilmente segnava il confine fra la cultura ligure e quella etrusca. Tracce dei Romani sono evidenti sul territorio con i resti di ponti, oggetti e cave di calce; da fonti letterarie riguardanti le sue frazioni come Velva, fu proprio in quest'ultimo sito che l'imperatore romano Traiano ne fece un municipio.
Fu quindi possedimento della locale abbazia del Connio, dipendente dall'abbazia di San Colombano di Bobbio, che vi fondò le chiese di Fiume, di Casali di Sopra e di Missano.
Divenne dominio della famiglia di Lavagna, i Fieschi, che nel 1276 vendettero il paese alla Repubblica di Genova. Il borgo (allora denominato semplicemente Castiglione) fu sottoposto alla podesteria di Sestri Levante e solo successivamente divenne anch'esso una podesteria autonoma, includendo l'attuale comune di Maissana (ora in provincia della Spezia).
Nel 1747 la repubblica genovese vi costruì una serie di fortificazioni da porre come contrapposizione all'esercito austriaco.
Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrerà dal 2 dicembre nel Dipartimento dell'Entella, con capoluogo Chiavari, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Castiglione Chiavarese rientrerà nel III Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione del Gromolo e del Vara e dal 1803 centro principale del VII Cantone del Gromolo nella Giurisdizione dell'Entella.
Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II° mandamento del Circondario di Chiavari della Provincia di Genova. Assunse l'attuale denominazione di Castiglione Chiavarese nel 1862.

 

Reperti romani

Nel territorio comunale vi è la possibilità di visitare antichi ponti e strade dell'epoca romana ed inoltre si può ammirare una stazione di rifornimento cavalli e osteria dell'epoca romana, una cosa rara perché vi sono pochi ritrovamenti di tale opere lungo le strade romane in questo caso lungo la Via Aurelia o Via Emilia Scauri, come propriamente chiamata. Tale opera è stata mantenuta sino ad oggi grazie all'inserimento nel vecchio complesso di una chiesa di stile romanico - dedicata a san Nicolao - santo che dà il nome anche alla montagna dove dopo i frati con Carlo Magno l'hanno trasformata in ospitale per i viandanti che andavano in pellegrinaggio a Roma.
Nel territorio si possono altre sì trovare mulattiere create dai Romani, per portare lo sviluppo economico nell'entroterra ligure fino a Velleia, centro nodale dei traffici e dell'affermazione romana in Italia. Nella valle Frascarese, abbiamo la possibilità di ammirare un'area in cui veniva estratta la pietra colombina da parte dei Romani (che permetteva la creazione della calce da impiegare per l'edilizia).
Gli antichi ponti, dislocati lungo il fondovalle, oltrepassavano il torrente Petronio, (nome datogli di chiara provenienza romana, infatti nel territorio, passò anche l'imperatore Nerone), questi ponti rispecchiano la piena architettura romana, poi modificati leggermente lungo gli anni, hanno ancora oggi tuttavia la base e la chiara tecnica romana. Nel territorio abbiamo anche nomi di zone, dati dagli abitanti anziani, che possono farci capire la presenza romana, uno fra tutti è dà a stà romanna, cioè dalla strada romana, intesa l'Aurelia.
Tutto questo ed altre emergenze sparse sul territorio, come la famosa scala di epoca romana e le canalizzazioni delle acque di fondo valle per permettere l'irrigazione dei campi fanno di Castiglione uno dei più romanizzati e ricchi della convivenza fra Roma e le popolazioni locali, perché è da far conoscere che il territorio era fra il popolo dei Tigulli (zona alta val di Vara) e il popolo di Segesta Tigullorum (gli odierni abitati di Sestri Levante e Trigoso) e aveva verso il monte Alpe - monte Pù il confine con i veri Liguri, coloro che si contrapposero fino alla morte contro Roma; i Liguri del monte Penna (in val d'Aveto e in particolare nella zona di Amborzasco) Liguri originari, di origini celtiche e aventi molti riti druidici.

 
 


 

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